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Solo con me io voglio stare mi disse una donna che aveva poco tempo. Era un'artista che non c'è più...donna di grande fascino e piena di quel mistero fatto di silenzio e sguardi di luce e stella. Fama e Arte non vanno mai d'accordo..l'arte i generale è come una foresta e i capolavori sono i laghi , gli alberi svettanti e bellissimi, oppure sono fiori invitati dal cielo a produrre più colore,ma una foresta è fatta pure di normalissimi alberi e cespugli, fiori incolori , muschi e di pozzanghere, di piante colme di parassiti e funghi. Ma l'arte è pure un gioco e scrittori, pittori e gli artisti in generale giocano, mi disse con ii suoi occhi pieni di quella tristezza che prende chi sa di mettersi in viaggio, in un viaggio probabilmente senza ritorno. Forse, continuò, vivere, sperare, sbagliare e giocare sono la stessa cosa, in realtà non smettiamo mai di essere dei bambini, mostruosi ragazzetti pieni di acne, herpes e moccio sul naso, ma pur sempre dei bambini che non smettono mai di aggrapparsi alla vita visto che noi siamo vita giocando a crederci immortali. Ci sbagliamo sulle opere degli altri con giudizi approssimativi, ma ci sbagliamo pure sulle nostre.
Un giorno come ben saprai decisi di smettere di scrivere , senza traumi ma solo come una liberazione... è stato come smettere di essere vergine, un sollievo, finalmentepotevo leggere per davvero senza recinti mentali o giudizi...libera lo capisci? Ora non ho tempo, non ho molto tempo devo partire, devo respirare mangiare e dormire, devo ancora muovermi al ritmo dell'ingranaggio. Non ho molto tempo, sto vivendo. Non avere paura e salutami.
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Ogni società economicamente basata sull'offerta produce scorie che non essedo debitamente purificate ne producono altre ancora più pericolose....una tra queste è l'incomunicabilità tra individui...oramai pare di vedere l 'uomo sempre piú fuoricontrollo, dominato e bloccato dalle sue parole, dal suo dialogare interiore, dallla paura e dall'ansia del mondo: ciò che oggi stiamo vivendo e facendo annichilisce l entusiasmo umano e zittisce ogni pretesa, urlata superiorità - l' uomo csoi aggira per il mondo senza trovare una vera e salvifica spiegazione - una qualunque - che gli dia pace...forse internet è un bel salvagente che ci aiuta a restare a galla per osservare la vastità deserta di un oceano dove all'orizzonte si possono intravedere neri nubi che si addensano verso noi.
Pier Paolo Pasolini, 14 novembre 1974
Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum. Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile...

e a volte penso di star bene pensando quello che mi conviene...usare un binocolo per avvicinarci alle cose? Leggere monografie sprecializzate su come pensare? Dormire fino all’alba per curarsi dalla pazzia di questo qualunquismo o falso bigottismo stereotipato dai media? Chi vuole davvero abitare in un mondo così? Perché non prevedere che evitare un danno fa parte della comprensione del mondo? Questo mondo che ci cambia e ci muta privandoci dalla bellezza con l ‘effemmiro rincorrere del nulla. Già proprio ora che stiamo ritornando alla vita errante ricominciando ad essere nomadi senza possedere davvero niente. Non ci sono più mediazioni possibili ed è facile che tra un po perderemo pure l ‘istinto per una ragione preconfezionata. Se non si può cambiare le opinion altrui si può elevarli verso una condizione che li dispone a giudizi migliori, benchè solo Dio conosce la verità amava dire Socrate…ma come ben sappiamo l’anima è fatta di vento e Dio non è dimostrabile che esista. Cosa pretendiamo davvero da questo folle misero e stupidamente glorioso uomo? Chimere e null altro, scrivo io. Solo con l’impertubabilità si possono sbrogliare certe matasse. Solo rinunciando alla stupidità ci si può salvare, benchè essa coinvolge chiunque perché chiunque di noi potrà ammettere di essere un po matto ma stupido quello mai! La stupidità contamina sempre più gente che per un bene effimero e magari senza un vantaggio prende due e ne perde tre, mentre chi rincorre ideali facilmente resterà da solo. In attesa di una mietitura solo rimandata il fiume non muore mai, diventa mare e il mare? Processi e cose d’alta magia è capire tanto…perché forse il fiume sa che diventerà mare? E noi uomini cosa sappiamo in società dove hanno predominato sempre la forza economica dettandone leggi e mode? E così a volte penso di star bene pensando quello che mi conviene...perchè vedi se te ne stai da solo in una landa oppure schiacciato tra la folla che differenza fa?
E pensando quello che mi conviene mi ripeto....si devono conciliare socialità e ricerca interiore,
alternare le cose- ed io devo tenere sotto controllo razionale le mie
emozioni - ebbene sfogando la mia socialità nell'attuale societàcon svariate possibilità sfuggo al sistema ai riti informi e alle imposizioni mercifiche che all'inizio sembra no dare piacere ma che
poi il 95% delle volte si rivelano solo danni posticipati …



